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Visualizzazione dei post da 2017

Carte scoperte – Obbligo di commento

Stamattina mentre allattavo (va be', per dire che non è che cazzeggi tutto il giorno, mi rilasso solo in quel momento lì) ho letto un post che mi ha fatto ripensare a quando ho aperto questo blog.
E così mi sono chiesta non tanto chi ero?, com'ero?, cos'ero? quando l'ho aperto, bensì, chi eravate?, come eravate?, cos'eravate? E adesso, chi siete, come siete, cosa siete? (E cosa volete? Un fiorino! ...va be').
Insomma, che fine hanno fatto le persone che mi ruotavano attorno all'epoca? Parlo di quelli che leggevano qui, quelli che leggevano qui ma che conoscevo anche di persona, quelli che non leggevano allora e leggono oggi ma non commentano (quasi) mai... Avanti, su, chi siete, ci siete ancora?, o siete tutti scappati altrove a fare altro?
Un giorno forse questo blog finirà, non lo so, a volte ci ho pensato, intanto ne ho aperto un altro che parla di tutt'altro (e intanto dovrei lavorare su dei libri, e non scrivere qui ma mi è partito l'impulso pr…

Teoria della realtà

Venerdì pomeriggio prima del ponte, mi pare una scelta davvero azzeccata per pubblicare un post!
Ma siccome non me ne importa nulla, e comunque tanto sono sempre i soliti a leggere qui, va benissimo anche così.

«La realtà non è strana, non è imprevista. La realtà non risiede nell'improvvisa, allucinante successione degli eventi. La realtà è mancanza di eventi, vuoto, piattezza. La realtà è che non accade nulla. Quanti avvenimenti della storia, provate a domandarvi, sono accaduti per questa o quella ragione, ma fondamentalmente per nessun'altra ragione che il desiderio di far accadere qualcosa? Ecco, vi presento la Storia, la contraffazione, il diversivo, il dramma che oscura la realtà. La Storia, e il suo parente prossimo, la finzione teatrale... E non vi ho forse invitato a ricordare, ragazzi, che per ogni protagonista comparso per una volta sul cosiddetto palcoscenico della storia, sono stati migliaia, milioni coloro che non sono mai entrati nel teatro, che non hanno mai sap…

Poi sarà tutto lì

Ieri stavo scrivendo un post che parlava più o meno di serie TV. Mi piace sottolineare più o meno, perché in realtà non sono una che ne segue a bizzeffe e quindi non sono la persona più appropriata per redigere al riguardo un post davvero interessante. Ne seguo una, praticamente. Poi però la stanchezza ha avuto il sopravvento. Tirare l'orecchio per sentire se lei si sveglia, sperando che non si svegli per poter scrivere tranquillamente, a volte è più snervante che tenerla in braccio quando è stanca e non vuole dormire. E così ho pensato a una cosa che mi ha detto mio marito l'altra sera, quando mi ha vista un po' "smonata" per via di vari avvenimenti che non sto qui a descrivere nel dettaglio. E ha detto una frase che mi fa capire che a volte chi ti sta intorno ti capisce meglio di te stessa. Oppure, lo esprime più liberamente perché te lo legge chiaro in faccia. "Hai bisogno di riprenderti i tuoi spazi". Quanto è vero. Il fatto è che qualche mese fa lo…

Mi hanno intervistata...

...su mia richiesta! È stato divertente essere ospite da Moz per una delle sue ormai celebri Mozinterviste, che potete leggere qui anche perché quando mi ricapita di essere intervistata da qualcuno?
E mi ha fatto ripensare al periodo in cui ho aperto il blog e andare indietro nel tempo di 20 anni. Altro che Doc e Marty! Se volete sbirciare passate da lui 😎

Frivolezze, ogni tanto ci stanno no?

Niente, ho voglia di tagliarmi i capelli.
In genere quando li ho lunghi penso di voler fare un caschetto e quando ho il caschetto li rivoglio lunghi. Insomma, non sono mai contenta – o quasi – di come sono.
Perciò chiedo lumi: cosa dovrei fare? Se penso a come mi piacciono di più, li penso lunghi (tipo periodo matrimonio, quindi vedi profilo qui. Però quando li taglio un po' di più tutti dicono che sto bene, ah, meglio così però, eccetera. Mi piacciono, però poi finisce che li odio perché ne ho tanti e fatico a farli stare più di quanto ci mettessi ad asciugarli quand'erano lunghi.
Orbene, chi mi dà un consiglio? Come li faccio 'sti capelli? Ora sono lunghi, fin sotto le spalle circa.
E se ci faccio una frangia?

Dai su, post frivolo oggi, ho bisogno di idee!

(Sì, devo anche tingerli, perché ormai i capelli bianchi si stanno affezionando a me. Di solito faccio un noioso color cioccolato perché mi piace proprio...).

Già marzo

Febbraio dev'essere caduto in una specie di buco nero. Sì, è stato un mese difficile. Abbiamo traslocato (finalmente!) ma nel mezzo c'è stato un incastro di lavori di ristrutturazione da seguire, una settimana da sola perché il marito era in Germania e poi, appunto, il trasloco. Nel mezzo, ho anche lavorato. Nel mezzo, fra l'altro, la vita di tutti i giorni. E in un lampo è arrivato un anticipo di primavera. Perfetto per goderci le passeggiate dalla casa nuova. Nuove piste ciclabili, nuovi panorami. Panorami inaspettatamente belli, viste da finestre che all'inizio non avevo nemmeno notato... Mi sento a casa sul serio, ora. 
E poi ci sono le idee. Quelle che ti riempiono la testa, nel tentativo di risolvere un gioco di incastri, i pezzi di un puzzle fatto di impegni, alcuni da definire ancora, alcuni da ridefinire. Un trasloco, seppur voluto, che ha lasciato i suoi segni, come immagino sia inevitabile. Ma se fra la stanchezza e le novità mi sembrava di far fatica a ritr…

2017: da qui le vertigini

Sono passati 8 mesi.  8 mesi di forza, tantissima forza, che è quella che ti serve per sopravvivere le prime notti insonni, folli, quasi inconsistenti nonostante la loro pesantezza. Perché diciamolo, la fatica non è mai stata tanto fatica. Per me e per il papà, ma soprattutto per me.  8 mesi di forse nemmeno una notte, forse una sola, di sonno continuo. Intendo 8 ore di seguito almeno. L'ultimo mese e mezzo l'abbiamo passato svegliandoci ogni ora quasi ogni notte (pare sia l'ansia da separazione). La scorsa, invece, un solo risveglio, e mi sento rinata. L'ultimo mese e mezzo Dafne è diventata praticamente una persona in tutto e per tutto. Gattona, si alza in piedi appoggiata ai mobili, tenta di arrampicarsi e si molla cercando l'equilibrio, cercando di diventare grande davvero e camminare. Mangia un sacco, e vorrebbe fare tutto da sola. Poi però ha bisogno del caldo abbraccio della mamma, e del papà. È tenace, questa bimba, non molla mai. Tira dritto finché non ra…